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SERVIZIO TIFLODIDATTICO E DOMICILIARE: VERSO SOLUZIONI CONTRATTUALI PER IL PERSONALE

Attraverso la costituzione di una società partecipata il Centro garantirà continuità lavorativa per i 350 tiflodidatti ed operatori domiciliari che il Sant’Alessio impiega nei propri servizi educativi.

Il Sant’Alessio, insieme alla Regione Lazio, sta lavorando per avviare un percorso di garanzia occupazionale e assicurare continuità ai servizi educativi domiciliari, territoriali e scolastici. Attualmente  il Centro rende disponibili servizi per oltre mille bambini e adulti con disabilità visiva, anche con minorazioni aggiuntive, impiegando complessivamente 350 unità lavorative specializzate, su tutto il territorio regionale che, secondo le nuove norme di legge, non potranno più essere destinatari di contratti di collaborazione.

«Si tratta di un servizio indispensabile che il Sant’Alessio eroga da oltre 20 anni, attraverso i propri collaboratori, ai disabili visivi: il tiflodidatta affianca lo studente nelle scuole di ogni ordine e grado, mentre altri operatori prestano assistenza al domicilio del non vedente o presso i laboratori attivati sul territorio - spiega il presidente dell’Ente, Amedeo Piva -. Il Sant’Alessio intende preservare questo patrimonio di competenze, garantendo l’occupazione del personale che vi lavora e che, in conseguenza delle più recenti disposizioni normative, non potrà più lavorare con contratti di collaborazione».

Per gestire i servizi tiflodidattici e tiflopedagogici del Centro, dunque, l’Ente ha stabilito la costituzione di una società partecipata esclusivamente dal Centro Regionale il cui fine statutario sarà l’erogazione di tali servizi attraverso il personale in forze all’Ente. La proposta di costituzione del nuovo organismo è stata decisa con decreto presidenziale che non ha ricevuto eccezioni da parte della Direzione Regionale per l'Inclusione Sociale.

«Esclusività e qualità dei servizi daranno forza all’organismo che intendiamo costituire - aggiunte il dg dell’Ente, Antonio Organtini -. Tutti i nostri operatori hanno una formazione sulla disabilità visiva. Ad esempio,  i tiflodidatti hanno maturato almeno 150 ore di formazione specifica e, almeno il 50% di loro possiede una laurea in materie umanistiche, scienze dell’educazione, psicologia. Nel 2005 il Sant’Alessio riusciva a servire appena 40 ragazzi in 16 scuole, oggi con 248 tiflologi assicuriamo assistenza scolastica a 427 alunni in 307 scuole della Regione. Lavoriamo per preservare e dare continuità a questo patrimonio al servizio dei disabili visivi - conclude Organtini».

 

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