Seguici su

LA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO DI MONS. PAOLO NICOLINI, DELEGATO AMMINISTRATIVO/GESTIONALE DEI MUSEI VATICANI

Informazioni generali

Condividi sui social

Il Monsignore, che non è potuto essere presente alla premiazione, ha però inviato una lettera di ringraziamento (pubblicata di seguito) per l’assegnazione della “Stella di Sant’Alessio”.

“Il Suo cortese invito alla festa di Sant’Alessio, il prossimo 17 luglio, mi ha raggiunto con molto piacere. Ancor più, direi, con emozione per aver appreso dell’intenzione di insignirmi della “Stella di Sant ‘Alessio 2016”.

Sono innanzitutto confuso, perché non penso di meritare tanto da parte di una Istituzione come la Vostra, votata ad quotidiana missione proprio nel rendere effettivo il diritto alla vita indipendente di ciechi ed ipovedenti.

Ma sono anche rattristato, perché non potrò essere fisicamente presente con Voi e questo è per me un grande sacrificio. Se lo faccio, mi deve credere, è perché non posso fare altrimenti e sono certo di poter contare sulla Sua benevola comprensione. Vorrà anche scusare la mia assenza con quanti – immagino tanti – converranno da voi quella sera, amici, sostenitori e quanti altri hanno a cuore il Vostro Centro e la Vostra meritoria opera. Decida Lei se portare ai presenti il mio saluto e il mio ringraziamento con la lettura di queste mie righe.

Il paziente  lavoro quotidiano  che da alcuni  anni dedichiamo, qui ai Musei Vaticani,  ai percorsi  di visita accessibili ai disabili visivi è uno di quei risultati che, più di ogni altro, rendono orgogliosi me e i miei colleghi più direttamente coinvolti. Leggere le testimonianze che ci pervengono è, al tempo stesso, fonte di straordinaria commozione ma anche di terribile responsabilità. Mi viene in mente il recente monito del nostro amato Papa Francesco contenuto nel volume “La mia idea di arte”. Dice il Papa che i Musei – e soprattutto i suoi Musei! – devono essere sempre più il luogo del bello e dell’accoglienza e, prosegue indicando un compito preciso agli artisti e a quanti con l’arte hanno a che fare: “contrastare la cultura dello scarto ed evangelizzare”. L’arte deve essere messaggera di dignità, un potente anestetico all’indifferenza che non permette più di vedere le sofferenze degli scartati, né di ascoltare il loro grido di dolore, né di chinarsi sulla solitudine della loro condizione. In particolare, poi, l’arte deve dimostrare sempre -testimoniare, si dirà meglio – quello che non si vede; che per alcuni è illusione, mentre invece è speranza nella quale tutti possiamo credere.

Io penso che entro queste coordinate, ideali e pratiche ad un tempo, possiamo trovare senso, ragione ed anche futuro del nostro impegno nel campo dell’accessibilità delle collezioni artistiche vaticane. È un impegno esigente, che chiama a raccolta le migliori energie, le più eccelse intelligenze, il cuore di ciascuno e, certamente, la bella collaborazione in essere tra noi promette di portare in questo frutto prezioso.

Mi lasci, infine, esprimere ai nostri amici ciechi e ipovedenti il sentimento della mia gratitudine. Siete voi, amici, che “illuminate il buio”. Siete voi – ed assieme a voi le vostre madri, le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri familiari, quanti vivono accanto a voi – la testimonianza più grande della vita e cioè che solo Cristo è colui per il quale vale la pena spendere e dare la vita ogni istante dell’esistenza, qualsiasi sia la condizione a cui siamo chiamati. Siete voi la testimonianza vivente che questa cosa è vera, che Cristo è vero, vivo e presente in mezzo a noi e che Egli rende la vita dignitosa in ogni condizione. Questa stella che oggi indegnamente mi assegnate io la dedico e la condivido con voi perché nei vostri volti sta la ragione del nostro impegno. Continuate ad accompagnarci in questo, fateci questa carità. E considerate i Musei Vaticani la vostra casa, una casa nella quale sperimentare la carezza consolante della bellezza, che ci richiama a quell’orizzonte di compimento e di felicità cui tutti – tutti! – siamo destinati.

A Lei, caro Presidente, ed a tutti il mio grazie, l’augurio di una buona festa e l’incoraggiamento reciproco a non sottrarci mai al compito che ci è assegnato.”

Mons. Nicolini

Iscriviti alla newsletter e resta aggiornato

Articoli correlati

PROGETTO DI CONSULENZA TIFLODIDATTICA E METODOLOGIE DI RICERCA PER ALUNNI DISABILI VISIVI

PROGETTO “INTEGRAZIONE SOCIALE E SCOLASTICA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ VISIVA”

ILLUMINAZIONI. Il buio che insegna.