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LA STORIA – VANESSA CASU “AL SANT’ALESSIO INCONTRI LA SODDISFAZIONE”

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Colloquio con Vanessa Casu, cantautrice non vedente.

Chitarra sulle spalle e bastone bianco stretto nella mano destra, Vanessa sale senza fatica le scale del Sant’Alessio e raggiunge svelta il piccolo spazio ristoro al primo piano. I lunghi capelli rosso fluo incorniciano il viso diafano e i begli occhi chiari. Vanessa è molto contenta: si è iscritta alle selezioni per partecipare al corso promosso dal Sant’Alessio per formare un gruppo di trascrittori di intercettazioni telefoniche ma, soprattutto, è felice perché parteciperà ad un nuovo programma di riabilitazione.

La storia di Vanessa Casu, giovane e talentuosa cantautrice non vedente, parla ai più giovani e racconta – non solo ai ragazzi disabili visivi – un’adolescente ribelle e irrequieta che a un certo punto del proprio percorso di crescita, matura la consapevolezza delle sue debolezze e decide di impegnarsi fortemente per trasformare quel disagio in una leva per dare uno scatto alla sua vita.  «Inizierò un nuovo percorso per l’autonomia» annuncia sorridente mentre addenta un tramezzino al tonno «e pensare che solo 4 anni fa, quando ho messo piede per la prima volta al Sant’Alessio, rifiutavo questo posto che ora amo così tanto» racconta senza imbarazzo. Vanessa ha una storia personale complessa. La difficile accettazione della perdita della vista, intervenuta progressivamente a stravolgere la sua vita di giovane donna, è solo uno dei problemi che ha dovuto affrontare. Dopo la fase acuta di rifiuto, iniziato il suo percorso al Sant’Alessio, arriva il cambio di prospettiva che si manifesta con la decisione di un radicale cambio di look. Poche ore dal parrucchiere e la ragazzina si trasforma in una bella rockettara dai capelli fluo.

«Da lì è cominciato il mio ingresso nel mondo» racconta Vanessa «l’esibizione a XFactor, solo due anni fa, l’incontro con “Gli scoppiati, diversamente band”, e soprattutto con i miei compagni: Gaia e Michele, due giovani artisti con cui condivido l’appartamento, gli studi universitari, il percorso musicale come trio ABC Positive. Oggi il bastone bianco, che comunica al mondo la mia cecità, è il mio miglior amico. Durante le esibizioni musicali è il mio alleato, tanto quanto il microfono».

A 23 anni, Vanessa studia Scienze della Comunicazione alla Sapienza: «Ho la media del 28,5 perché sono organizzata nello studio e non subordino i libri alla mia passione per la musica» racconta, fiera. «A novembre, insieme ai miei compagni, sarò nelle scuole del reatino per raccontare la nostra esperienza: vorrei dare una mano ai ragazzi portando il messaggio che nulla è impossibile, che ciascuno può rompere il diaframma dei propri limiti, vorrei parlare di integrazione e promuovere tra i più giovani un approccio più sereno verso le persone con handicap».

È un fiume di entusiasmo Vanessa. Prima di volare in taxi verso casa da Gaia e Michele, sfodera la sua chitarra e dopo un paio di strofe potentissime si forma un capannello di passanti all’ingresso. Vanessa però riserva la sua esibizione ai più piccoli utenti del Centro: «Qui al Sant’Alessio ci sono moltissime cose. Una di queste è la soddisfazione. Ma la vera soddisfazione comincia quando decidi di prendere questo» dice brandendo il bastone bianco «la soddisfazione è quando decidi che puoi fare tutte le scale che ti si presentano nella vita».

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