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MARIO BARBUTO: IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DELLA LOMBARDIA CONFERMA: “L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA È UN DIRITTO GARANTITO DALLA COSTITUZIONE”

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La Sentenza del TAR Lombardia n. 506/2016 ha dato ragione alla nostra Sezione Provinciale UICI di Milano che aveva impugnato un provvedimento della Città Metropolitana con il quale veniva rifiutato, con il solito pretesto della mancanza di risorse, il contributo finanziario a garanzia degli interventi tiflologici e tiflodidattici a favore degli studenti con disabilità sensoriale.

Il Tribunale, con nostra grande soddisfazione, ha accolto integralmente le argomentazioni formulate e sostenute dall’Unione, precisando innanzitutto che l’inserimento scolastico dei minorati della vista rientra senza alcun dubbio tra le competenze della Provincia.

Il Tribunale ha inoltre rimarcato che gli interventi tiflodidattici e tifloinformatici costituiscono elemento essenziale nel processo di inclusione scolastica, dal momento che “per svolgere le normali attività della vita quotidiana, i minorati della vista devono servirsi di una vasta gamma di strumenti a loro destinati, c.d. ausili tiflotecnici e tifloinformatici, rispetto ai quali la tiflodidattica e tiflotecnica sono elementi essenziali. Si tratta quindi di ausili e servizi essenziali per l’esercizio del diritto allo studio, che ha per oggetto primario quello di permettere ad una persona con handicap di rendersi autonomo nello svolgimento delle sue attività quotidiane”.

Alla luce di tali premesse, pertanto, la materia è integralmente riconducibile all’insieme dei Diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, non negoziabili e non soggetti a disponibilità di risorse finanziarie.
Il Tribunale, inoltre, ha avuto cura di precisare che i servizi di cui sopra non rientrano assolutamente tra le prestazioni sociali assoggettabili a contributo ISEE, dal momento che essi “servono alla generalità delle persone prive della vista per poter usufruire dei diritti costituzionalmente tutelati”.

Quanto alla individuazione dell’Ente sul quale debba gravare l’onere di provvedere al servizio, il TAR stabilisce senza ombra di dubbio che “i servizi tiflologico, tiflodidattico e tifloinformatico gravano sulla Provincia in quanto, come afferma l’art. 13 della L. 109/94, l’integrazione scolastica della persona handicappata si realizza anche attraverso la dotazione alle scuole e alle università di attrezzature tecniche e di sussidi didattici nonché di ogni forma di ausilio tecnico, ferma restando la dotazione individuale di ausili e presidi funzionali all’effettivo esercizio del diritto allo studio, anche mediante convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico”.

Da tale richiamo normativo discende una conseguenza di grande rilievo per il ruolo e l’attività della nostra Unione e delle istituzioni a essa collegate, considerato che vengono sanciti da un lato gli obblighi istituzionali della Provincia, ma ribadita dall’altro, anche la necessità che il servizio venga fornito tramite convenzioni con centri specializzati, aventi funzione di consulenza pedagogica e di produzione e adattamento di specifico materiale didattico.

Proprio quei centri, dunque, che in abbondanza l’Unione e le istituzioni a essa collegate già da anni garantiscono su tutto il territorio nazionale. Pensiamo ai centri tiflodidattici della Biblioteca Regina Margherita e della Federazione, a diversi istituti dei ciechi e a strutture operanti in alcune nostre sezioni territoriali.
In questo quadro, proprio per rispondere sempre più adeguatamente alle esigenze dei nostri ragazzi e delle loro famiglie, abbiamo dato vita di recente a un “Network per l’Inclusione Scolastica” (NIS), costituito dall’insieme dei nostri centri tiflodidattici, il quale opererà in modo coordinato, indipendentemente dalla propria appartenenza amministrativa, al fine di assicurare il miglior impiego di risorse e competenze, al servizio di un interesse superiore.

Il NIS è nato dalla volontà comune delle nostre istituzioni, per impulso dell’Unione ed è costituito da un agile coordinamento politico-organizzativo e da un qualificato gruppo tecnico-scientifico di alto livello.
Al primo, il compito di programmare, dirigere e coordinare tutti gli interventi, in una logica di integrazione di competenze e di risorse; al secondo, l’onere di definire le linee guida, le figure professionali e gli indicatori di qualità a sostegno di una azione continuativa di inclusione scolastica.

Un network che mettiamo a disposizione dell’Autorità scolastica statale e territoriale, senza ulteriori oneri per il bilancio pubblico, nell’intento di contribuire in modo decisivo, continuativo e qualificato al processo di inclusione scolastica che riguarda alcune migliaia di bambini e ragazzi ciechi e ipovedenti sul territorio nazionale.

Una sfida che dovremo e sapremo vincere, ma solo se riusciremo a fare tesoro comune delle risorse disponibili e se incontreremo l’auspicato ascolto da parte dell’autorità politica e della struttura organizzativa del mondo della Scuola in tutte le sue articolazioni.

Mario Barbuto
Presidente Nazionale

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