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“ORIENTARSI” NELLA PANDEMIA: COME SI VINCE LA SFIDA DELLA MOBILITÀ ANCHE IN QUARANTENA

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L’hastag #IoRestoAcasa promuove la più importante misura di contrasto al diffondersi del virus ma porta con sé una grande sfida per le persone con disabilità visiva: muoversi e orientarsi correttamente nello spazio conosciuto di casa propria. Mantenere l’autonomia, in queste condizioni, non è facile né scontato. Occorre sapersi adattare. Ce lo spiega Ileana Bruffa, specialista di orientamento e mobilità del Sant’Alessio, impegnata in questi giorni nelle attività ri-abilitative a distanza.

«Muoversi in uno spazio conosciuto come la propria abitazione per una persona con disabilità visiva è un’attività consueta, quotidiana, semplice ma il percorso di ri-abilitazione è fondamentale per curare la propria autonomia in spazi ristretti e per mantenere le proprie abilità in vista della riapertura». A dirlo è Ileana Bruffa, istruttrice di orientamento e mobilità del Sant’Alessio, in questi giorni è impegnata come tutti gli altri operatori, a progettare i corsi a distanza per le persone che segue. «Elaboriamo sempre strategie sulla base delle esigenze del singolo, per questo non abbiamo difficoltà a misurarci con le terapie svolte a distanza – prosegue – cambia la forma perché il contatto con i bambini e gli adulti che seguo è mediato dallo schermo di un pc, da un telefono, gli esercizi sono necessariamente adattati per essere svolti in ambiente domestico ma le finalità sono le medesime: aiutare le persone con disabilità visiva a orientarsi e muoversi correttamente, con fluidità, in sicurezza».

È difficile immaginare come terapie che normalmente si svolgono in presenza possano venire svolte anche a distanza. Eppure, Ileana – che, come gli altri specialisti, lavora molto sull’adattamento – anche a distanza fornisce indicazioni e tecniche che permettono alla persona con disabilità visiva di acquisire sicurezza e autonomia per essere indipendente, sapersi muovere e orientare.

Ileana segue bambini di 9 anni, adolescenti e ultraottantenni, con disabilità visiva e altre disabilità aggiuntive. Tutti hanno esigenze diverse, modalità di approccio alle terapie che dipendono dal grado di autonomia e dalle abilità personali e c’è, poi, la mediazione delle famiglie che nelle attività a distanza è un’altro fattore di cui tener conto. «In questo periodo il coinvolgimento di membri della famiglia nelle attività è fondamentale – precisa Ileana -. I familiari devono saper intervenire in qualità di facilitatori, spesso quando si lavora con l’ausilio dei genitori è necessario correggere qualche loro atteggiamento che non permette al minore di diventare pienamente autonomo nello spazio domestico, ma sono tutti ricettivi e collaborativi».

Con i più piccoli il lavoro sull’acquisizione di tecniche di base non incontra particolari difficoltà. «Si lavora sugli esercizi di orientamento, per imparare a riconoscere alto, basso, destra, sinistra, i pieni, i vuoti e le distanze – prosegue Ileana -. Gli esercizi che propongo sono quelli consueti. Versare acqua in un bicchiere e riempire una bottiglia, fare il contrario, chiedere alla mamma di eseguire l’esercizio dello sversamento e sollecitare il bimbo a valutare il cambiamento del suono, sono esercizi di base importantissimi per esercitare la concentrazione e “ascoltare” lo spazio, i preliminari per muoversi in autonomia».

Sulle persone adulte o anziane il lavoro è diverso. «Alcuni hanno a disposizione spazi esterni come terrazzi e giardini che possono essere utilizzati per simulare ambiti non domestici – spiega la terapista -. Negli spazi di casa lavoro molto sul coordinamento piede-punta, grazie allo streaming garantito dai familiari posso correggere immediatamente quei difetti che si manifestano non di rado, in modo da consentire il migliore uso del bastone bianco, e fornisco tecniche di protezione del corpo necessarie anche per muoversi in sicurezza negli spazi conosciuti».

Al Sant’Alessio sperimentiamo da sempre quanto la capacità di adattamento sia fondamentale per superare gli ostacoli e promuovere autonomia, indipendenza, inclusione. Oggi, al tempo della pandemia, mettiamo a frutto l’esperienza e in nome del principio darwiniano dell’adattamento possiamo dare un senso diverso anche all’hashtag #IoRestoAcasa che unisce terapisti e persone con disabilità visiva, nel comune intento di proseguire il percorso ri-abilitativo e prepararsi ad affrontare pienamente il mondo esterno, quando sarà terminata l’emergenza sanitaria.

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