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STORIE DI RESILIENZA / LE MAMME DEL SANT’ALESSIO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: KATIA E ALESSANDRO

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Donne multitasking e resilienti; mamme che in emergenza devono saper essere infermiere, terapiste, insegnanti e compagne di gioco; donne e madri di figli con disabilità visiva, anche con minorazioni aggiuntive, che hanno altri figli e una famiglia da gestire. Sono così le mamme del Sant’Alessio, da sempre in prima linea. Katia, mamma di Alessandro, racconta la sua difficile esperienza al tempo del coronavirus.

Katia è una mamma bella e sorridente, una donna sempre positiva. Alessandro è molto popolare al Sant’Alessio: frequenta un laboratorio con Antonio Ferri e Massimo De Felice e d’estate il centro estivo. Katia e Alessandro sono una bella coppia, sì. «Ma è tosta» dice Katia «è tosta sempre e in questo periodo l’assedio è serrato». Le paure in emergenza sono affidate al social network dove Katia scrive a tarda sera: Non mi sono mai sentita tanto sola ed impotente come in questo periodo. Nell’ultimo mese Alessandro ha avuto due crisi epilettiche, gli ospedali sono concentrati sull’emergenza in corso e c’è un po’ meno spazio per gli altri casi. Hanno il permesso di uscire, per fare brevi passeggiate, sempre con il lasciapassare delle Forze dell’Ordine che quando li fermano per strada mostrano amorevole comprensione. Ma anche per loro, la vita al tempo del coronavirus, scorre lenta fra le mura domestiche. Il conforto del Sant’Alessio, per Alessandro, ha la splendida voce narrante di Stefania Cano. L’attrice recita per lui alcune fiabe, il file mp3 – registrato sul cellulare – arriva direttamente a Katia. Le storie sono quelle che piacciono di più ad Alessandro: Pinocchio, il Piccolo principe…e arrivano come un abbraccio per tutta la famiglia. Katia accende il bluetooth e i dialoghi, tratti dai copioni teatrali delle fiabe, coinvolgono tutti. Non manca di farsi sentire, via messaggio, anche Antonio Ferri. Sempre sorridente, aspetta di ritrovare Ale al laboratorio di stimolazioni sensoriali che si tiene al secondo piano del Sant’Alessio.

Per il resto del tempo la giornata di Katia è scandita dalle incombenze domestiche cui fa fronte, confortata dall’altro figlio e dal marito, da una famiglia che è sempre presente. Cerco di mantenere la calma, dico a me stessa che potrebbe andare peggio, che finirà ecc. Ma, ci sono giorni in cui faccio davvero fatica – si legge nel post di Katia. Il riferimento è alla condizione di isolamento doppia cui sono costrette loro malgrado le famiglie, le mamme, di figli con disabilità elevata. Il coronavirus ha cancellato quelle finestre temporali indispensabili per queste donne: non c’è la scuola, non ci sono i corsi pomeridiani, l’assistenza domiciliare, le sedute di fisioterapia, la riabilitazione. Con il timore che, in queste condizioni, possa verificarsi una regressione nello stato di salute dei figli, o che la sanità occupata a gestire la crisi pandemica, metta in secondo piano l’ordinario.

Eppure Katia non perde l’ottimismo e al telefono mostra tutta la sua forza di donna e di madre, certa che anche questa volta riuscirà a cavarsela. Come sempre, del resto. Come le mamme del Sant’Alessio, resilienti e bellissime, nonostante tutto.

 

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